faccia da cane dona al fondo maltrattamenti per ENPA sezione di Treviso

faccia da cane dona al fondo maltrattamenti per ENPA sezione di Treviso

Come sapete faccia da cane, durante i casting raccoglie donazioni che vengono poi devolute a favore di enti/associazioni/canili che aiutano i cani meno fortunati. Per l’occasione degli eventi di Treviso il 5 Settembre e Padova il 13 Settembre, ho contatto una volontaria della sezione di ENPA di Treviso.

Questo è quanto mi ha raccontato durante la nostra telefonata:
“Siamo un gruppo di volontari dell’ENPA della Sezione di Treviso che si occupa di maltrattamenti di animali sul territorio.
Ogni giorno riceviamo centinaia di segnalazioni di cani tenuti a catena, o in box minuscoli, o senza riparo o in condizioni igienico-sanitarie pietose.

Il grosso problema che riscontriamo è che per i cani che vengono ritrovati sul territorio, abbandonati, senza microchip, riceviamo un contributo giornaliero dal Comune di 2,50 euro. Come potrai capire è una somma irrisoria, che non copre sicuramente tutte le spese sanitarie che dobbiamo affrontare, ma nonostante tutto ci dà una grossa mano.

Non altrettanto possiamo dire dei cani che ritiriamo dai privati. Se vediamo che non c’è spazio per la sensibilizzazione del proprietario e per il miglioramento delle condizioni di vita dell’animale, proponiamo il ritiro. A quel punto dobbiamo sostenere le spese per il vaccino, per la sverminazione, per gli eventuali altri farmaci di cui ha bisogno e per il mantenimento in rifugio sino a quando non gli troviamo una vera e propria famiglia disponibile ad adottarlo.

Considera che l’adozione è per noi la primaria finalità: in media nel nostro rifugio trova casa un cane al giorno grazie all’instancabile lavoro dei volontari che si preoccupano di fare controlli pre e post affido e di far compilare alle famiglie un questionario per valutare la loro idoneità a tenere un cane. Tuttavia molti cani ritirati da maltrattamenti sono cani anziani, che a fatica qualcuno vuole e in quei casi i costi per il loro pensionamento diventano elevati perché abbiamo
bisogno di più tempo per trovar loro una famiglia, come elevate diventano le spese sanitarie.

Altre volte interveniamo in situazioni che a livello legale non sono considerate di maltrattamento, ma che per noi lo sono, eccome. La recente legge regionale entrata in vigore lo scorso gennaio stabilisce il divieto di catena. Peccato che però non vengano stabilite le misure minime delle recinzioni. Per questo supplisce un’altra legge regionale, la num. 272/2007 che stabilisce uno spazio minimo di 2 m quadrati.

Dunque qualora il Comune dove si trova il cane non stabilisca delle misure migliori, vige quest’ultima. In questi casi se il proprietario si oppone alla cessione del cane e all’ampliamento del recinto, ci offriamo di procurargli la rete, una cuccia e una tettoia per migliorare le condizioni di vita dell’animale.

Altre volte ancora interveniamo in situazioni di fortissimo disagio economico della famiglia, che magari adora i propri animali, ma non può occuparsene. In questi casi non possiamo ritirare gli animali a persone per bene che solo per una questione economica non possono garantir loro la serenità. Per questo procuriamo antiparassitari e vaccini e ci offriamo di sterilizzare le femmine per evitare altre cucciolate.”

Ringrazio Claudia, di ENPA sezione Treviso che segue attivamente questa realtà, e di tutte le volontarie che si sono dimostrate persone fantastiche!
Ringrazio tutte le persone che hanno posato per Faccia da Cane, ed ci hanno permesso di poter devolvere le loro donazioni nella speranza che sia sempre meno le persone che maltrattino gli animali.

Per finire vi mostriamo il piccolo Rocky, un cagnetto di due anni tenuto a catena sin da quando era cucciolo, in condizioni igieniche pessime e le foto successive al suo ritiro, in una splendida famiglia!

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